domenica 30 giugno 2013

Alimentazione corretta per bambini. I vantaggi del latte materno


Una dieta regolare nella neo mamma è molto importante per favorire la secrezione del latte: occorre introdurre proteine (almeno 100 g/die), calcio (2 g/die), ferro (15 mg/die), vitamine, glicidi e lipidi in modo bilanciato ed è indispensabile anche un elevato apporto idrico.

Il latte materno contiene come fonte di energia tutti i principali macronutrienti ed in esso sono inoltre presenti: acqua, minerali, vitamine, cellule immunocompetenti e del sistema monocitomacrofagico, alcuni composti di incerto valore nutrizionale quali ad esempio i nucleotidi o i fattori di crescita tissutali, dotati però di un alto valore biologico per la capacità di modulare e regolare la crescita e lo sviluppo corporeo.

Il latte materno fornisce:
•Completezza nutrizionale
•Proprietà antinfettive
•Riduzione dell’incidenza di allergie e intolleranze alimentari
•Favorisce il rapporto madre-figlio
•Basso costo economico
•Riduzione di patologie a distanza nel tempo (obesità, aterosclerosi).

ll potere calorico del latte materno è di 20 Kcal/30 ml e il fabbisogno calorico medio di un neonato è di 110 Kcal/Kg/die.
Il criterio più importante per valutare l’efficacia di un allattamento naturale è quello ponderale, consistente cioè nella possibilità di dimostrare una crescita media giornaliera di 30 g, pari a un incremento medio settimanale di circa 200 g, dopo il calo fisiologico della prima settimana di vita.
Solo in assenza di un regolare accrescimento del neonato o in presenza di fattori patologici materni può essere presa in considerazione la possibilità di una supplementazione con formule adatte.

I carboidrati sono presenti nel latte materno in concentrazione di 7 g/dl circa, pari al 40 % delle calorie totali. Il costituente di gran lunga prevalente è il lattosio.
La quota lipidica è di 3,8 g/dl, pari a circa il 50 % delle calorie totali, quantitativamente sovrapponibile a quella del latte vaccino, con cui esistono differenze dal punto di vista della qualità dei grassi. C’è una più abbondante, concentrazione di colesterolo e la quota principale di grassi è rappresentata dai trigliceridi, con un contenuto di acidi grassi insaturi molto più elevati nel latte di donna.
L’apporto proteico del latte di donna è notevolmente più basso (0,8-1,2 g/dl) rispetto a quello del latte vaccino e corrispondente al 7 % circa delle calorie totali giornaliere.
Il basso contenuto di minerali, insieme alla bassa concentrazione proteica, determina un ridotto carico di soluti per il rene del bambino allattato al seno. Il contenuto di minerali nel latte materno è pari a un terzo di quello del latte vaccino. Nonostante ciò, il rapportoCa/P pari a 2:1 determina un aumento della biodisponibilità di questi elementi nel latte materno consentendone un assorbimento (75%) maggiore rispetto a quello ottenuto con il latte vaccino (55%). Anche l’assorbimento di ferro è maggiore per il latte materno (50%) rispetto al latte vaccino (10%).
Il contenuto subisce notevoli oscillazioni in rapporto alla dieta della neo mamma.

La suzione del seno da parte del bambino favorisce la produzione di latte per cui più il bambino succhia, più latte la madre ne produce. È per questo che è molto importante la prima poppata nelle prime ore di vita. Così facendo, si favorirà la produzione degli ormoni responsabili della lattazione e la relativa comparsa della montata lattea. 

Non dimentichiamo che le donne che allattano al seno sono maggiormente protette dal tumore al seno e alle ovaie e dall'indebolimento delle ossa in età avanzata (osteoporosi). Inoltre per le mamme che allattano è più facile perdere i chili accumulati in gravidanza perché per produrre il latte si bruciano circa 500 calorie extra al giorno ed è raccomandabile l'allattamento al seno "esclusivo", ossia solo latte materno senza l'aggiunta di altri liquidi (latte artificiale, tisane, camomille) o alimenti semisolidi e solidi (frutta, pappe e minestrine), per i primi sei mesi di vita del bambino. Evitando aggiunte non necessarie è più probabile che l'allattamento continui nel tempo, con i suoi conseguenti benefici.


Alimentazione corretta per bambini obesi e attività fisica



Sempre più spesso i nostri bambini si trovano in una condizione di sovrappeso o di obesità che li predispone già della tenera età a malattie come diabete, ipertensione o colesterolo elevato. Da un’osservazione attenta dello stie di vita di questi bambini ci si accorge che oltre ad un’alimentazione poco attenta, l’attività fisica è ridotta o totalmente assente. Si instaura quindi un circolo vizioso: alimentazione troppo ricca – scarso dispendio energetico – accumulo maggiore di grasso. L’attività fisica invece deve avere un ruolo molto importante in questi bambini, in quanto se praticata regolarmente aumenta la massa magra metabolicamente più attiva, aumentando il dispendio energetico anche in condizioni di riposo. Dovendo spostare una massa corporea consistente, questi bambini presentano ridotta tolleranza all’esercizio fisico, mostrando risposte cardiorespiratorie e biomeccaniche più importanti. L’attività fisica per questi bambini deve essere piacevole e deve tenere conto che esercizi che prevedono attività di carico che comportano lo sforzo di sollevare o spostare l’intero peso corporeo o esercizi che richiedono sprint e velocità quali correre o saltare non sono adatti a bambini con obesità medio-grave. Ottime attività possono essere andare in bicicletta o il nuoto.
Inoltre bisogna prevedere di introdurre l’attività fisica in modo graduale in modo da rendere lo sforzo accettabile e non scoraggiare il bambino. E’ importante che i bambini facciano attività fisica almeno 60 minuti tutti i giorni. Intervenire sia a livello motorio che alimentare con un introito calorico equilibrato permette di ottenere ottimi risultati e di mantenerli nel tempo oltre che permette di ridurre le complicanze ortopediche, cardiovascolari, respiratorie e psicologiche correlate alle condizioni di eccesso di peso. In generale un livello maggiore di attività fisica e ridotti livelli di sedentarietà in età pediatrica portano negli anni a seguire ad un minor aumento di peso. Importante quindi ridurre i comportamenti sedentari dei bambini come guardare la televisione, usare il computer o i video giochi. La riduzione in particolare delle ore passate davanti alla televisione è importante in quanto spesso il tempo speso davanti a questa è molto ed è associato all’assunzione di cibi ipercalorici.



venerdì 7 giugno 2013

S.O.S. Frutta e verdura per i bambini!



Capita spesso che genitori in stato ansioso si presentino al mio studio dicendomi : “Dottoressa, ci aiuti, nostro/a figlio/a non mangia la frutta! Cosa dobbiamo fare?” e attendono da me una risposta che abbia una sorta di “validazione scientifica”. La mia risposta è sempre una ed una sola domanda: “signore/a, lei mangia abitualmente la frutta?” e 7 volte su 10 la risposta è “No” o, al massimo, “raramente”. Lo stesso iter si ripete per le verdure.

Ora, partendo dal presupposto che i bambini dai 6 mesi in su vivono imitando le azioni degli adulti a loro più prossimi (mamma e papà), ricordando che le facoltà cognitive si sviluppano di pari passo al loro scoprire il mondo che li circonda, risulta abbastanza ovvio che, il bimbo apprenda dai genitori anche le abitudini alimentari, giuste o sbagliate che siano. Mettiamoci nei panni dei nostri piccoli pazienti, proviamo a leggere il loro pensiero davanti al cucchiaino pieno: “mamma/papà mi sta dando una cosa che neanche lei/lui mangia, ma perché se lei/lui non la mangia dovrei farlo io?”, insomma, la questione del “mangia che fa bene” in quel caso per il bambino pensante è davvero poco credibile. Dunque il primo passo da compiere è impostare delle corrette abitudini alimentari nei genitori, prima di dare la frutta o la verdura ad i vostri figli mangiatela voi e mangiatela insieme a loro.

Molto spesso poi ai bimbi viene rifilato l’alimento in vasetto, omogeneizzato di frutta e/o verdura,  comodo per carità, ma da usare con parsimonia e solo quando si è fuori casa e non si ha possibilità di poter dedicare al pasto troppo tempo ed attenzione, altrimenti sarebbe molto più corretto usare la grattugia per la frutta ed il frullatore per le verdure, in modo che, il bambino possa associare il frutto o la verdura che si sta preparando (grattugiata e/o frullata) a ciò che troverà, nel piatto. Quando poi il piccolo di casa avrà i dentini gli si dia la soddisfazione usare la propria dentizione per  consumare i cibi (almeno quelli più morbidi e facilmente masticabili, come frutta e verdura) tagliandoli in pezzetti, via via più grandi e non abbiate paura di lasciarli giocare un po’ con il cibo (nei limiti della decenza, ovviamente) e ricordatevi che quello è il loro modo di conoscere il mondo, di scoprire nuove sensazioni e di imparare nuove cose.

Questo perché i bimbi nei loro primi 3 anni di vita (e forse anche più in là) vedono tutto come un gioco in cui trovare stimolo, meraviglia e soddisfazione e, se non trovano divertimento in ciò che hanno a portata di mano o di piatto desistono dal compiere un’azione.
Impostare una corretta alimentazione sin dal primo anno di vita è il presupposto cardine per ritrovare un adulto che abbia sane abitudini alimentari.

BUON APPETITO!!!

domenica 26 maggio 2013

Alimentazione corretta per bambini: Mamma mi spieghi l’allergia…in allegria?


pubblicato su baby chef. Tutti i diritti d'autore riservati

La maggior parte delle persone può mangiare una grande varietà di cibi senza alcun problema. Per alcune, determinati alimenti o componenti alimentari possono provocare reazioni negative, da una leggera eruzione cutanea ( fastidiose bollicine più o meno grosse che non sempre prudono!) ad una risposta allergica di grave entità ( a volte bisogna dire subito alla mamma se non si riesce a respirare bene!).  L’allergia alimentare è una reazione enorme ed immediata verso un alimento scatenata dal sistema immunitario. E’ come se i soldatini a difesa del nostro corpo (che evitano di farci prendere il raffreddore o lo sconfiggono) quando mangiamo qualcosa in particolare (può succedere con il latte, le uova, le fragole, le pesche) combattono con tutte le forze contro di esso (anche se le fragole ci piacciono tanto sigh!), scatenando esternamente delle reazioni (bollicine, pomfi, mal di pancia, prurito, asma, starnuti) che ci avvisano che quell’alimento non va bene per noi! E’ bene precisare, bambini,  che molte allergie alimentari, anche se non tutte, possono essere superate nel corso della vita. In altre parole, col tempo, si può sviluppare una “tolleranza” verso alimenti ai quali si era allergici in precedenza. Nel frattempo però bisogna stare attenti a cosa mangiamo perché potremmo stare davvero male e correre il rischio di finire in ospedale. Impariamo a riconoscere i sintomi di una possibile allergia. Con l’aiuto di mamma e papà fatti spiegare questi concetti e le possibili reazioni:
Gastrointestinali: mal di pancia, diarrea, vomito
Cutanee: orticaria, rashes (cerca sul vocabolario che significa!)morbilliformi e flushing (in inglese significa...;
        Respiratorie: rinocongiuntivite acuta, broncospasmo (wheezing);
         
        Generalizzate: shock anafilattico.

         
E’ importante che con mamma e papà impariamo a riconoscere le cose che non possiamo mangiare anche perché se andiamo a pranzo dai nostri amichetti, dobbiamo saper riconoscere le cose che ci provocano allergia. Ecco l’idea in più:

Ritagliamo dai giornali le figure degli alimenti e dei prodotti ( ad esempio il latte è presente in molti biscotti) che i nostri soldatini combattono quando li mangiamo, attacchiamolo in  un piccolo quaderno che chiameremo “allergia, no grazie!”   e portiamolo sempre con noi, quando abbiamo voglia di mangiare qualcosa o per spiegare alle mamme dei nostri amichetti che quelle cose non potete proprio mangiarle, così sarete sicuri di essere in…allegria e senza pensieri. 

sabato 25 maggio 2013

Alleniamo il sistema immunitario del nostro bambino attraverso l'alimentazione corretta












Il nostro organismo attua un sistema di difesa che ci permette di combattere sostanze o microrganismi estranei  potenzialmente patogeni, parassiti, cellule anomale… Può accadere però che l’organismo in certe condizioni di non equilibrio reagisca contro parti di se stesso (autoimmunità) o verso sostanze innocue (allergia) o addirittura accade che gli sfuggano completamente masse cellulari tumorali o parassiti. Alla base di questi problemi c’è sempre uno squilibrio della risposta immunitaria. Per aiutare a mantenere un giusto equilibrio immunitario è molto importante avere sviluppato una buona flora intestinale. Questo vale fin dai primissimi giorni di vita, anzi lo sviluppo della flora intestinale avviene proprio fin dal primo attimo di vita. Il nostro apparato digerente è colonizzato da una flora batterica molto eterogenea che si differenzia a seconda del tratto intestinale, questa si sviluppa fin dal momento del parto con il contatto del bambino con la flora batterica del collo dell’utero e della vagina della madre, successivamente grazie all’allattamento al seno e attraverso il portare gli oggetti alla bocca che avviene come fase normale dello sviluppo del bambino. Tutto questo aiuta il popolamento corretto della flora intestinale e allena il sistema immunitario. L’eccessiva attenzione all’igiene che si attua nel primo anno di vita, anche se sembra utile dal punto di vista della mamma per proteggere il bambino, in realtà lo espone ad un abbassamento delle difese immunitarie, come pure l’utilizzo fin dai primi mesi di vita di antibiotici. Da tenere anche in considerazione che l’utilizzo nell’infanzia di cibi precotti e industriali porta il bambino a consumare sale e  grassi che servono ad esaltare il sapore del cibo dopo il riscaldamento, a consumare aromi di sintesi che servono a dare le caratteristiche organolettiche che l’alimento industriale ha perso, e lo abitua a sapori piatti che non gli permettono di acquisire la consapevolezza del gusto dolce, salato, amaro e acido. Inoltre questi alimenti sono poveri di vitamine che preservano il sistema immunitario, di enzimi e di flora batterica che favorirebbero la digestione dell’alimento.

Un alimentazione troppo ricca di grassi e proteine riduce le nostre difese immunitarie perché questo porta a consumare una grande quantità di ossidanti, vitamine, minerali, tutte sostanze indispensabili perché il nostro sistema immunitario funzioni nel modo corretto. Molto importanti sono anche i grassi, infatti il nostro sistema immunitario è influenzato dai grassi che introduciamo con la dieta. I grassi che introduciamo con la dieta vanno a formare le membrane cellulari e vengono trasformati in sostanze che mettono in contatto tra loro le cellule. Se la membrana è formata prevalentemente da grassi omega 6, saturi o trans verranno prodotte sostanze pro infiammatorie, mentre se la membrana è formata da buone percentuali di omega 3 verranno prodotte sostanze antinfiammatorie. Inoltre l’obesità porta ad una situazione di infiammazione cronica, con la conseguenza che i bambini in sovrappeso o obesi hanno una predisposizione in più per manifestare allergie. Anche lo zucchero bianco è dannoso perché porta alla demineralizzazione delle ossa  e dei denti perché la digestione degli zuccheri produce acidi per fermentazione che vengono neutralizzati dal calcio e dal magnesio dell’osso e dello smalto dei denti. Inoltre da dipendenza perché i picchi di zuccheri nel sangue vengono neutralizzati dall’insulina che porta subito dopo a ipoglicemia che fa tornare di nuovo la fame. Lo zucchero abbassa le difese immunitarie perché consuma minerali e vitamine, rallenta il movimento dei globuli bianchi, e sbilancia la flora intestinale favorendo lo sviluppo di Candida e batteri fermentanti. Una cosa da tenere in considerazione quando si scelgono gli alimenti per i nostri bambini è che questi sono anche un importante veicolo di introduzione di sostanze estranee aggiunte durante la filiera produttiva e destinate ad inquinare il cibo e il nostro organismo, come ad esempio antibiotici, pesticidi, diserbanti, antimuffe. 

Quindi tirando le somme gli alimenti da evitare sono sicuramente tutti i prodotti trattari con sostanze chimiche o che contengono sostanze di sintesi, meglio quindi prodotti biologici o biodinamici. Da evitare i cibi industriali, limitare il consumo di zuccheri, ma anche cereali perlati o brillati che sono stati troppo impoveriti. Evitare l’eccesso di proteine ed eliminare dalla dieta grassi trasformati (trans) come margarine, grassi vegetali, oli vegetali non spremuti a freddo e i fritti. Aumentare il consumo di grassi polinsaturi della serie omega 3 quindi pesce, semi di lino, frutta secca, verdure a foglia verde. Diminuire il consumo di grassi polinsaturi della serie omega 6. Da assumere ogni giorno sicuramente cereali integrali che contengono grassi polinsaturi, vitamine e Sali minerali, oltre alla fibra che rafforza la flora intestinale. Importanti sono i legumi anch’essi ricchi di fibra specie quella solubile, e ricchi di proteine, ferro e zinco. Alimenti spesso dimenticati sono i semi oleosi come mandorle, nocciole, noci, pinoli che sono ricchissimi di vitamine, grassi polinsaturi, calcio, magnesio, zinco e sono anche fonte di proteine vegetali. Ad ogni pasto poi non possono mancare le verdure sia crude che cotte che aiutano il senso di sazietà, apportano enzimi digestivi e quindi aiutano la digestione degli alimenti dello stesso pasto. Apportano vitamine, Sali minerali e antiossidanti che proteggono il nostro organismo andando proprio a stimolare le difese immunitarie, e favoriscono il transito intestinale mantenendo in equilibrio la flora intestinale. Anche le proteine sono importanti in quanto le sostanze prodotte e utilizzate dal sistema immunitario sono molecole proteiche, quello a cui dobbiamo stare attenti è l’eccesso per non acidificare l’organismo e quindi demineralizzare poi le ossa. Quindi un pasto al  giorno di proteine animali è sufficiente.




domenica 19 maggio 2013

La merenda ideale per i bambini









di Lucia Taragnoloni Nutrizionista



Il consumo sempre più diffuso di alimenti ad elevata densità energetica (cioè ipercalorici), assunti con gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio, è uno dei fattori responsabili dell’aumento di sovrappeso e obesità in età evolutiva. A questo proposito una corretta educazione dei bambini e delle loro famiglie è fondamentale, per non incorrere già precocemente in errori che possono ripetersi per tutta la vita.
È comunque importante mantenere l’abitudine della merenda per la buona funzionalità dell’organismo poiché:
si attenua la fame tra la colazione e il pranzo e tra il pranzo e la cena;
potenzia l’apprendimento e la memoria;
migliora l’umore generale.

Ma quali alimenti preferire? I cibi a base di carboidrati sono i preferiti dal nostro cervello per ricavare l’energia giusta per il proprio funzionamento. È bene inoltre che lo spuntino sia povero di grassi (meno di 9 g per ognuno), in particolare saturi, perché diversi studi indicano che una loro eccessiva introduzione, tra le altre cose, può portare ad un aumento della sonnolenza ed un calo dell’attenzione. Secondo le raccomandazioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) non si dovrebbero superare le 150 kcal per merenda. Alcuni prodotti (es. succhi di frutta, bibite zuccherine come tè, coca cola, aranciata e ghiaccioli), seppur non contenendo grassi, possono anche superare questo limite, quindi è bene fare attenzione. Inoltre questi ultimi hanno un potere saziante basso e possono favorire l’aumento di peso. In questo caso è fondamentale un’attenta lettura delle etichette nutrizionali. Gli ingredienti vengono riportati in ordine percentuale decrescente (da quello con % più alta a quello meno presente) ed è bene ricordare che i prodotti industriali, come le merendine, sebbene molto pubblicizzati e attraenti, hanno scarso valore nutrizionale e molte calorie.
Facciamo un esempio: le bevande a base di frutta. È bene scegliere quelle contenenti le più alte percentuali di polpa/succo di frutta (ideale il 100%), così ci si assicura la presenza di vitamine e minerali naturali del/i frutto/i stesso/i.
Le merende ideali forniscono anche proteine di elevata qualità biologica, minerali (es. calcio, ferro) e fibra alimentare: pane (consumato con un cucchiaio di olio ad esempio), yogurt (con o senza frutta), cioccolato (piccole porzioni), gelato alla frutta, frutta fresca di stagione, anche frullata, qualche scaglia di parmigiano. È bene evitare il consumo di merendine; è preferibile sostituirle piuttosto con dolci fatti in casa (es. torta margherita, crostata) o anche con alternative salate (pizza, focaccia), sempre senza esagerare nelle frequenze di consumo e nelle quantità. L’importante comunque è variare le scelte, come per tutti i pasti; questa è una delle regole alla base di una corretta alimentazione per ogni età.  
Un altro consiglio per una merenda corretta è stabilire degli orari precisi in cui consumarla, non mentre si fanno i compiti o si guarda la TV; come in tutti i pasti è bene rendersi conto di ciò che si mangia e dedicare anche alle merende il tempo necessario. Tra la merenda di metà mattina e il pranzo e tra la merenda di metà pomeriggio e la cena dovrebbero passare almeno 2 ore, per rispettare il giusto ritmo dei pasti e della digestione.  

L' alimentazione corretta del bambino dopo lo svezzamento


Come ben sappiamo dal sesto mese di vita compiuto, i bambini possono iniziare lo svezzamento, cioè l’integrazione di cibi solidi e semisolidi (biscotti, frutta, pappe, minestrine) all’alimentazione con solo latte (materno o formula adatta per il primo semestre).

Ma come comportarsi dopo il primo anno di età? A partire dal compimento dell’anno di età si verificano importanti cambiamenti nell’alimentazione del bambino, in questa fase infatti si definiscono i gusti e si pongono anche le basi per una corretta educazione alimentare.

OCCHIO AGLI ALIMENTI GIUSTI

Dopo il primo anno, è necessario assicurare al bambino il corretto apporto calorico e soprattutto una corretta ripartizione dei vari nutrienti. Durante questi anni di rapida crescita è importante che a tavola non manchino alimenti ricchi di ferro, zinco e calcio per lo sviluppo dell’apparato emopoietico, immunitario e scheletrico.
Quindi i vari nutrienti nella giornata alimentare di un  bambino devono essere così distribuiti:

Carboidrati: se nel primo anno l’apporto consigliato è del 40%, nel secondo anno si passa al 50% per raggiungere successivamente il 55%-60%. Il fabbisogno di tali nutrienti deve essere garantito prevalentemente dai carboidrati complessi (pasta, pane, riso ecc.) con una quota di energia derivante dagli zuccheri semplici (saccarosio, fruttosio, lattosio) che non dovrebbe superare il 15%.

Proteine: devono costituire il 15% delle calorie totali e devono essere fornite da alimenti sia di origine animale (carne, pesce, latte e latticini,uova), sia di origine vegetale (come i legumi), che garantiscono la presenza ben equilibrata di tutti gli aminoacidi essenziali per la crescita.
Lipidi: il loro apporto deve passare gradualmente dal 50% delle Kcal totali del primo anno di vita fino a raggiungere il 30% verso la fine del secondo anno.
E’importante assicurare un corretto apporto di acidi grassi essenziali contenuti soprattutto nel pesce azzurro e negli oli vegetali (oliva, mais,ecc), indispensabili per lo sviluppo di alcuni apparati come il sistema nervoso,l’apparato visivo e per la prevenzione della malattia cardiovascolare nell’adulto.
Infine è fondamentale l’introito di vitamine e sali minerali, attraverso la somministrazione di frutta e verdura.


REGOLE DA SEGUIRE

5 PASTI: Il cibo deve essere diviso in cinque momenti durante la giornata: colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena, senza saltare nessuno dei pasti.
VARIARE L’ALIMENTAZIONE: L’alimentazione deve essere variata e ben bilanciata. Incoraggiamo i bambini ad assaggiare anche i cibi non graditi, magari presentandoli in maniera gradevole alla vista.
PREFERIRE GLI ALIMENTI DI STAGIONE: Gli alimenti devono essere il più possibile freschi e di stagione: sono i più salutari perché più ricchi di vitamine e privi di conservanti e additivi.
LIMITARE L’USO DEL SALE: Il sale si può introdurre solo dopo l’anno di età, ma è importante dosare attentamente la quantità, sia per prevenire l’ipertensione in età adulta sia per educare il gusto sin da piccoli.
ATTENZIONE AI FUORIPASTO: Evitare gli alimenti ad alta densità calorica specie fuori pasto e non utilizzare il cibo come premio e/o consolazione.
MANGIARE A TAVOLA: Rispettare l'orario dei pasti, far stare i bambini seduti a tavola, evitando di farli mangiare davanti alla TV o durante il gioco.
L’ACQUA AL PRIMO POSTO: Evitare l’abuso di succhi di frutta e bevande zuccherate, la bevanda migliore è sempre l’acqua.
NON MANGIARE LA NOTTE: Eliminare l’abitudine dell’alimentazione voluttuaria notturna, per esempio con biberon di latte o altro.


Cosa fare se non mangia o mangia poco?

Bisogna assecondare gli stimoli fisiologici del bambino e non costringerlo a finire il piatto quando dimostra di esser sazio, sin dai primi anni di vita, infatti, il bambino ha un senso di autoregolazione di fame e sazietà con i quali non si dovrebbe interferire.
A volte potrà capitare che il bambino rifiuti un alimento che fino a quel momento aveva sempre gradito, o che desideri mangiare sempre le stesse cose  e che inizi inoltre ad essere attratto dal cosiddetto cibo-spazzatura . In questi casi è importante  non scoraggiarsi, ridurre la pressione emotiva durante i pasti e con serenità riproporre gli alimenti adatti all’età del bambino non forzandolo, ma dando l’esempio corretto ed evitando di comprare i cibi proibiti, che andrebbero concessi solo in occasioni particolari.